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È ancora una linea sola.
Una, sottile, netta, impietosa.
Appoggio il test sul bordo del lavandino. Il bagno profuma di lavanda, come se bastasse a coprire l’odore acre della speranza delusa.
Mi siedo sul bordo della vasca, le mani intrecciate sul grembo. Come se potessi proteggerlo da qualcosa che non c’è.
“Sei solo in ritardo,” mi dico. “Succede.”
Ma dentro lo so. Lo sento. È lo stesso vuoto di sempre, lo stesso che mi accarezza la pancia da mesi, da anni.
Non so più quanti nomi ho pensato. Quanti vestitini minuscoli ho sfiorato tra gli scaffali. Quante volte ho immaginato le sue mani avvolgersi alle mie, i suoi occhi cercarmi. Quante volte ho sognato quel primo pianto, quella prima notte insonne.
E invece eccomi qui. Silenzio. Nessun pianto. Nessuna vita nuova che mi attraversi.
“Magari non è destino,” dicono.
Ma io non voglio un destino diverso. Io voglio lui, o lei, o chiunque decida di venire.
Mi guardo allo specchio. Ho imparato a sorridere anche quando dentro si spezza tutto.
Ma oggi non riesco. Oggi no. Chiudo gli occhi. Un giorno, forse. Ma oggi no.
Oggi resta solo questa linea. E un’assenza che pesa come un nome mai pronunciato.
Devo dirlo anche al mio amore.
Lui sorriderà e mi abbraccerà.
Non perché non senta il dolore, ma perché sa che io, in quel momento, avrò bisogno di perdermi in quell’abbraccio.
Mi conosce. Saprà leggere nei miei occhi quello che le parole non vogliono più dire.
Dirò solo: “Ancora niente.”
E lui non chiederà altro.
Forse chiuderà gli occhi, per un secondo solo. Forse stringerà le labbra, come fa quando qualcosa lo ferisce ma non vuole che io lo veda.
Poi mi prenderà tra le braccia.
E lì, solo lì, potrò cedere.
Potrò piangere piano, senza vergogna. Potrò lasciare che le mie dita si aggrappino alla sua maglietta, che le lacrime si mischino al suo respiro.
Non serve altro. Non servono spiegazioni, né promesse. Solo restare lì, stretti, finché il cuore rallenta.
E domani, forse, parleremo. Forse diremo che ci sono altre strade, altri tentativi, altre speranze da costruire.
Ma non ora. Ora voglio solo il suo abbraccio.
Voglio svanire nel suo silenzio caldo e sapere che, anche se il bambino non arriva, noi siamo ancora qui.
In due.
E resistiamo.